Dalla meravigliata ammirazione delle leggi del cosmo…

contemplazioneLo scopo della contemplazione è quello di esplorare e conoscere la natura dell’essere umano e le leggi che governano il cosmo. Contemplando si inizia a scoprire tutto ciò che sta all’esterno dei propri confini, attraverso l’uso dei sensi, compreso il sesto.

Il termine deriva dal latino “cum” “templum”, in cui il termine “templum” sta per cielo, inteso come lo spazio in cui i sacerdoti, gli àuguri, scrutavano il volo degli uccelli per trarne auspici. Da qui il verbo che esprime l’azione di guardare a lungo, intensamente, un panorama, un quadro, un oggetto, con ammirazione e meraviglia.
Portare sul mondo uno sguardo carico di stupore induce alla meditazione profonda e guida la mente su temi filosofici e spirituali.

Come osserviamo l’esterno, così possiamo volgere l’attenzione al nostro interno, verso il funzionamento degli organi di cui è composto l’essere umano.
Nella contemplazione ci si rilassa e ci si apre a ricevere, per entrare in un contatto gradualmente sempre più profondo e intimo con tutto ciò che esiste in natura, gli altri esseri senzienti, la terra, il sole, l’acqua, un fiore.

…alla percezione dell’unità

La contemplazione si basa sul concetto di “ricevere conoscenza” di tutto ciò che esiste, di esplorare le leggi della natura che governano il cosmo e la vita umana. L’intimità che nasce dalla capacità di stabilire la connessione tra l’individuo che contempla e l’oggetto contemplato crea il senso di unità.
Possiamo quindi definire la contemplazione come la porta verso l’unità.
Sentirsi in unità con tutto il creato è l’aspirazione e la realizzazione dell’anima evoluta.

La tecnica usata è

  • l’arte del contemplare

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