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L’ origine della consapevolezza

 

Era lì nel suo angolo

Quando decise di uscire fuori

Sentiva un languore allo stomaco

E si ricordò di non aver mangiato nulla

Da molti giorni

O forse non si era mai nutrita

Nella sua giovane vita

Da quando ebbe preso origine la prima volta

Nella sua forma

 

Allora si fermò in un supermercato

E cercando tra gli scafali

Il suo sguardo sfiorò scatolame

Di origine sconosciuta

E tra il latte e il pane

Il suo sguardo si impigliò

Nello sguardo di quel giovane uomo

Era uno sguardo nuovo

Mai prima era stata catturata

Da uno sguardo simile

 

E in quell’ attimo percepì

Per la prima volta

Celato dietro la profondità

Dietro l’intensità di quello sguardo

Giardini di rose fiorite nel sole dell’ estate

Cascate di perle e di diamanti

E le foglie appassite ai piedi degli alberi dell’ inverno

E come un lampo la trafisse

L’ idea della precarietà e dell’ eternità

Di quello sguardo

Che ancora prima di essersi impigliato nel suo

Se né era già nuovamente andato

Ma era comunque rimasto per sempre

 

Un brivido le scese lungo la schiena

E fù assalita dalla paura

Nonostante dovesse allontanarsi immediatamente

Spingendo davanti a se il suo carrello

Che pesava vuoto di cibo

E colmo di sguardi

Continuo per tutto il tempo a cercare

Tra il pane e il latte

 

Ma cosa cercava

Che non era in grado di ritrovare

Era lo sguardo di quel giovane

Era quello sguardo

Completamente nuovo e sconosciuto

Ma nello stesso momento antico più del tempo

 

E così ormai

Che era uscita da quel suo angolo

Continuò a vagare

Lungo le vie che sembravano antiche

Fatte di pietra e di terra

Fatte di aria e di luce

E più le guardava

Più le sembravano sentieri mai percorsi

Che non avevano avuto inizio

Ne avranno alcuna destinazione

 

E così continuò a camminare

Finché dovette arrestarsi

Lungo il bordo della strada

Che non conosceva alcuna separazione

Tra essa e l ’erba

Tra essa e l’ aria

Tra essa e la terra

E tra essa e chi la percorreva

Per concedere riposo ai suoi occhi stanchi

Da tutte quelle nuove impressioni

 

Così si chiese

Come riuscirò a tramutare

Tutte queste impressioni in espressioni

Come riuscirò a tramutare

Tutte queste impressioni in suono

E in movimento

Quale sarà la nuova forma

 

Ma quelle impressioni

Si potranno mai trasformare

In immagini e colori

Dove ebbero origine quelle immagini

 

E così si alzò

E continuò a camminare

In una direzione a lei sconosciuta

Per andare a cercare l’ origine

Delle immagini ricevute

O forse create da lei stessa

E le impressioni

Chi aveva creato le impressioni

E quel giovane

Dove poteva ritrovarlo

O per lo meno sperava

Di ritrovare il suo sguardo

 

E mentre camminava

Ascoltava i suoi passi silenziosi

E mentre ascoltava i suoi passi

Percepì il suo movimento ondeggiante

E mentre percepiva quelle onde

Che avevano fatto vibrare il suo essere

Sentì per la prima volta

La consistenza del suo corpo

E si fermò per poter ascoltare

E sentire meglio

 

Ed ecco che ora era cessato

Sentì soltanto un ritmo

Un battito

Che sembrava non volesse mai fermarsi

E così ascoltando quel ritmo

Così lontano e così vicino

Si accorse che era come quello sguardo

Che quel ritmo

Era esattamente profondo e intenso

Come lo sguardo di quel giovane

Che era ugualmente precario ed eterno

Perché prima ancora

Di aver battuto il ritmo

Era già nuovamente cessato

 

E così si sedette sorpresa

E pianse e rise

E rise e pianse nello stesso tempo

E comprese che quel suo pianto

E quel suo riso

Prima ancor di poter esistere

Se né era già nuovamente andato

 

En così era stato

Con quel suo angolo

Prima ancora di esserne entrata

Né era già nuovamente uscita

E così il suo cercare

Non ebbe alcuna fine

Perché prima ancora di aver iniziato

Era già nuovamente terminato

 

E mentre continuava a camminare

Il suo cuore batté il suo ritmo

E mentre il ritmo batteva

La sua gola vibrava

E mentre la gola continuò a vibrare

Le sue labbra si schiusero

E dalla bocca le uscì un suono

 

Quel suono entrando in contatto

Con tutti gli altri suoni

Che già vibravano dentro

E fuori di lei

Creò la forma

Creò l’ immagine

Che ritornò come impressione in lei

 

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